Aggiornamento e Formazione

La Didattica per "Competenze"

(a cura del Prof. Girolamo Arceri)

 

Alcuni spunti per una prima riflessione

 

Significato di Competenza

Una nuova Didattica

 
Programmare per competenze Valutare per competenze Le prove di verifica  

 

Significato di “competenza”

Ritengo che, prima di iniziare a discutere su cosa sia la “programmazione per competenze” e su come si possa realizzare, si debba concordare sul significato da attribuire al termine “competenza”.

Esistono varie definizioni ed interpretazioni su cosa si debba intendere per “competenza” ma tutte tendono a concordare sul fatto che essa è un’integrazione di conoscenze (sapere), abilità (saper fare),capacità metacognitive e metodologiche (sapere come fare, trasferire, generalizzare, acquisire e organizzare informazioni, risolvere problemi), capacità personali e sociali (collaborare, relazionarsi, assumere iniziative, affrontare e gestire situazioni nuove e complesse, assumere responsabilità personali e sociali).

La competenza, quindi, viene intesa come l’utilizzo di conoscenze, abilità e risorse personali, per risolvere problemi, assumere e portare a termine compiti in contesti professionali, sociali, di studio, di lavoro, di sviluppo personale.

Fattore fondamentale, quindi, è la capacità di integrare le conoscenze alle proprie capacità personali unitamente alla capacità di riuscire a reperire ed utilizzare risorse.

Pertanto una persona “competente” deve essere in condizione di adattarsi a circostanze diverse riuscendo a generalizzare a modelli situazionali diversi il proprio approccio di intervento con l’acquisizione di altre conoscenze ed abilità il che, automaticamente, lo porterà ad incrementare la propria competenza in un ciclo virtuoso.

Negli atti conclusivi dei lavori del Parlamento Europeo di Lisbona del 2000, sono state indicate alcune vie da percorrere, tra le quali:

 

a) definizione delle competenze chiave europee per l’esercizio della cittadinanza

attiva;

b) obiettivi di innalzamento dei livelli di istruzione e di allargamento dell’educazione

permanente;

c) riconoscimento degli apprendimenti non formali e informali, nel quadro dell’apprendimento

formale.

 

Finalmente, nella raccomandazione del Parlamento Europeo del 18 Dicembre 2006, sono state enunciate le 8 competenze di cittadinanza europea:

 

“Le competenze sono definite in questa sede alla stregua di una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione. Il quadro di riferimento delinea otto competenze chiave:

1) comunicazione nella madrelingua;

2) comunicazione nelle lingue straniere;

3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;

4) competenza digitale;

5) imparare a imparare;

6) competenze sociali e civiche;

7) spirito di iniziativa e imprenditorialità;

8) consapevolezza ed espressione culturale.”

 

Successivamente, nella raccomandazione del parlamento Europeo e del Consiglio del 23 Ottobre 2008, nell’ambito del documento che stabilisce il Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF), European Qualification Framework, viene data una ulteriore definizione di “Competenza”. In tale documento, i risultati dell’apprendimento vengono considerati in base a conoscenze, abilità e competenze ciascuna in base alle seguenti definizioni:

·         Conoscenze: risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento.

Le conoscenze sono un insieme di fatti, principi, teorie e pratiche relative ad un settore

di lavoro o di studio. Le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche;

·         Abilità: indicano le capacità di applicare conoscenze e di utilizzare know-how per

portare a termine compiti e risolvere problemi. Le abilità sono descritte come cognitive

(comprendenti l’uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) o pratiche (comprendenti

l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti);

·         Competenze: comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali,

sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale. Le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia.

 

Ecco alcuni adeguamenti legislativi adottati in Italia in relazione alle raccomandazioni del Parlamento Europeo:

 

• DPR 275/1999 (Regolamento per l’autonomia delle istituzioni scolastiche), art.

10, comma 3;

• L 53/2003, art. 3; D.lvo 59/2004, art. 8 (certificazione delle competenze);

• L 425/1997, art. 3, così come modificato dalla L 1/2007, art. 1, comma 1 (esami

di Stato secondo ciclo);

• DM 139/2007 sull’elevamento dell’obbligo di istruzione e relativo documento

tecnico;

• Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo

d’istruzione settembre 2012;

• L 169/2008, art. 3; DPR 122/2009, art. 8 (valutazione degli apprendimenti e certificazione

delle competenze);

• DPR 87/2010 (Riordino degli Istituti Professionali); DPR 88/2010 (Riordino degli

Istituti Tecnici); DPR 89/2010 (Riordino dei Licei);

• Direttive Ministero dell’Istruzione n. 57 del 15.07.2010 e n. 65 del 28.07.2010 (Linee

Guida per il curricolo del primo biennio rispettivamente degli istituti tecnici

e dei professionali);

• Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 29 aprile 2010 (istruzione e formazione

professionale);

• Intesa in Conferenza Unificata del 16 dicembre 2010 (istruzione e formazione

professionale);

• Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 27 luglio 2011 (istruzione e formazione

professionale);

• Direttive Ministero dell’Istruzione n. 4 e 5 del 16.01.2012 (Linee Guida per il

curricolo del secondo biennio e quinto anno rispettivamente degli istituti tecnici

e dei professionali);

• Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 19 gennaio 2012 (istruzione e formazione

professionale).

 

Torna

 

 

 

Una nuova didattica

 

Le indicazioni fornite dall’Unione Europea e quanto esposto precedentemente ci conducono ad affermare che la didattica utilizzata sino ad ora non è più adeguata.

Innanzitutto perde sempre più significato l’insegnamento legato ad una visione “a comparti stagni” delle varie discipline.

Infatti, se si pensa che per affrontare e risolvere un problema è spesso necessario osservarlo da punti di vista diversi e con strumenti diversi ma con una visione “connettivista” in cui le conoscenze e le abilità relative a discipline diverse si intersecano tra esse al fine di meglio raggiungere un obiettivo comune: la risoluzione del problema, si comprende come l’insegnamento delle discipline deve essere ancor più “interdisciplinare” e collaborativo.

Inoltre, si deve procedere in modo che il discente possa pervenire alla “competenza” mediante processi esperenziali che conducano, in fine, ad una rappresentazione ed utilizzazione pratica del “sapere”.

Gli strumenti, le strategie che possono essere utilizzati, riguardano sia la didattica sia l’organizzazione degli alunni in gruppi che non devono essere necessariamente bloccati ma possono variare la loro struttura in base alle problematiche da risolvere.

Alcuni tra essi possono essere:

ü  La tradizionale didattica trasmissiva basata su lezioni frontali ed esercitazioni;

ü  La contestualizzazione dei contenuti relativi alle discipline in ambiti legati alla realtà e non solamente alla teoria;

ü  La proposizione in chiave problematica dei contenuti;

ü  Utilizzare procedure di problem solving e di ricerca al fine di valorizzare ed accrescere l’esperienza sia del singolo che del gruppo, spronandolo ad affrontare e risolvere problemi e situazioni via via sempre più complesse;

ü  Incoraggiare il singolo nell’affrontare la risoluzione di varie problematiche in modo collaborativo in modo da fargli comprendere sia l’importanza delle le conoscenze degli altri sia l’importanza della collaborazione in ambito lavorativo ed anche sociale.

Ovviamente, l’insegnamento per competenze, cioè l’acquisizione del sapere mediante l’esperienza, necessita sempre e comunque dei contenuti disciplinari che, però, dovrebbero essere selezionati accuratamente in modo da mantenere solamente i contenuti fondamentali ed irrinunciabili.

I contenuti forniti dovranno essere trasformati grazie alla didattica in conoscenze, cioè in contenuti che siano acquisiti in modo tale da divenire un bagaglio permanente di ogni allievo.

Le conoscenze, a loro volta, devono essere quelle necessarie per sostenere le abilità e le competenze rispettivamente intese come applicazione di conoscenze, applicazioni e metodi e capacità di agire per affrontare problemi utilizzando le proprie risorse ed, eventualmente, riuscendo a ricavarne altre.

Torna